Come finire un pezzo in poco tempo.

Eccoti, mentre fissi lo schermo del computer per ore.

Ascolti quel loop in continuazione, ore dopo ore cercando di auto-convincerti che sei in una prolifica fase creativa mentre purtroppo sei solo senza ispirazione alcuna.

Ci siamo passati tutti, tranquillo.

Il nostro armadio non è pieno di scheletri come tutti gli altri, ma è pieno di tracce incomplete, pezzi non finiti che non hanno mai potuto raggiungere a pieno il loro potenziale. Ed è il luogo dove tutti i tuoi lavori si perderanno.

Se c’è un problema che tutti i musicisti elettronici devono superare ripetutamente, è sicuramente la sindrome del loop o delle 8 battute.

Un giorno il tuo epitaffio reciterà: “Almeno ha messo a disposizione dell’universo la sua arte”.scheletro

Creare un loop è facile, ultimare un pezzo è difficile.

Il primo passo fondamentale è ammettere di avere un problema. E questo tuo problema è che crei il tuo bel loop, ci lavori su per un paio d’ore, ti dai una pacca sulla spalla per l’ottimo lavoro e poi lo metti da parte.

E poi ripeti il processo più e più volte finché non ti ritrovi con una cartella di progetti di svariati gigabytes e nessuna release pronta per una label.

Il problema è che non hai definito il tuo obbiettivo ancora prima di iniziare a metterti a fare musica.

Compri strumentazione a non finire, non aspetti altro che sederti nel tuo bel studio ed iniziare a creare musica perché è quello che ti piace fare di più.

E ogni volta speri che questo entusiasmo irrefrenabile ti aiuti a completare il brano che avevi iniziato il giorno prima.

No, non funziona così.

Finiscila di focalizzarti solo sul divertimento.

Lo so che questa è l’ultima cosa che un produttore vuole sentirsi dire, ma se veramente vuoi finire i tuoi pezzi devi accettare il fatto che c’è del lavoro sporco e meno divertente da fare!

Ok, basta con queste pippe filosofiche! Dammi ‘sta [email protected]@o di soluzione!

Soluzioni pratiche.

La verità è che non è affatto difficile guarire dalla sindrome del loop. Serve cambiare atteggiamento mentale, un pò di pratica e dei piccoli trucchi che ti elencherò qui sotto. Non tutti funzioneranno per te, dovrai sempre sperimentare e cercare di trovare quello che fa più a caso tuo.

In ogni caso sono un ottimo punto di partenza.

1 – Fai un render del tuo loop.

loop

Dal momento che lavorare su quel loop ti ha portato via anche l’anima, fai una cosa: fai un render di quel loop, esportalo da MIDI ad Audio, insomma a prescindere da come funzioni nella tua DAW preferita, cerca di trasformare quel dannato loop in qualcosa che non puoi più modificare.

Se sai che quello è così e non c’è più niente da fare, ti spingerà a creare qualcos’altro da mettergli accanto o trasformare quel loop in qualcosa di più articolato.

2  – Allunga il loop.

Prendi quel loop, anche se non ti fa ancora impazzire e copialo/incollalo nella finestra di stesura fino a che non dura circa 7 minuti. Sarà sempre il tuo solito loop però inizierai a vederlo più come un pezzo.

3 – Intro e Outro.

Inizia a lavorare ad una piccola intro di 16 battute eliminando quello che non serve e tenendo bene a mente che quel pezzo probabilmente verrà suonato da qualche DJ. Appena avrai finito, copia l’intro e incollalo alla fine del tuo pezzo. Avrai già creato l’inizio e la fine del tuo brano, complimenti.

4 – Tracce fantasma.

ghost track

Crea una traccia audio vuota e caricaci su un pezzo che ti piace e con uno stile simile al tuo. Mettila in mute e focalizza la tua attenzione al waveform e a come sia organizzata quella traccia: come e quando vengono inseriti gli strumenti, dove è presente il kick o il basso e dove è assente, quali e quanti break ci sono.

In questo modo avrai una visualizzazione grafica di come il tuo pezzo dovrà essere e di come può essere arrangiato. E’ uno schema che ti aiuterà tantissimo. E ricorda: nulla è per sempre quindi potrai aggiungere o rimuovere delle parti del pezzo portandoti su nuove direzioni in base all’ispirazione del momento.

Hey! Qui puoi scaricare diversi template Ableton per diversi generi musicali (Techno, Tech House, Drum&Bass, Deep House, BreakBeat, Electronica) che ti aiuteranno a finire più velocemente il tuo brano. Attenzione: non sono la Bibbia, quindi sono solo un punto di partenza. Condividi l’articolo per scaricare il pacchetto gratuitamente.

5 – Inserisci nuovi elementi.

Ascolta la traccia fantasma e renditi conto di come alcuni elementi vengono inseriti o rimossi attraverso durante la stesura del pezzo. Testa questo tipo di procedimento con il tuo brano e verifica quale tipo di arrangiamento può essere applicato anche sul tuo lavoro.

6 – Aggiungi delle atmosfere.

In base alla mia esperienza, aiuta moltissimo avere delle atmosfere in sottofondo, in modo tale che la traccia non risulti in un sound troppo pulito. Questo può essere un semplice field recording o un loop di suoni d’ambiente con un 30% di rivebero. Devi tenerlo ad un volume basso che non vada ad interferire con gli altri elementi ma che se spento noterai la sua assenza.

Ti sorprenderà notare quanto questo piccolo accorgimento spinga la tua creatività e renda il brano più professionale. Puoi scaricare gratuitamente dei field recording da questo sito.

7 – Effetti.

effetti ableton

La maggior parte dei brani di musica elettronica utilizzano effetti di diverso tipo: riverberi, delays, suoni metallici, colpi di drums che rimbalzano per tutto lo spettro dell’immagine stereo. Quando ascolti dei pezzi così ti domandi se si tratti di un progetto di 50 elementi solo di effetti.

In realtà è molto più semplice. Per esempio se utilizzi Ableton, inserisci un Drum Rack. Successivamente crea una catena di effetti che conferisca movimento all’immagine stereo: solitamente utilizzo riverbero, eco, filter e autopan.

Inoltre creo 1 o 2 tracce di ritorno con differenti livelli di panning. Stai attento a rimuovere le frequenze più basse con un filtro sopra i 200 Hz in modo che esse non interferiscano con il kick e il basso.

8 – Break e risers.

I breaks possono essere creati con suoni in reverse, risers o percussioni con riverberi molto ampi o delays. Anche in questo caso ascolta la traccia fantasma e trai spunto da essa.

9 – Taglia, copia e incolla ancora.

Questa parte è molto divertente. Sei in grado di farlo con qualsiasi DAW, ma funziona tremendamente bene con Ableton Live. Una volta che hai creato lo “scheletro” del pezzo, puoi facilmente aggiungere o rimuovere delle parti in base alla tua ispirazione. Devi lavorare in gruppi di 4/8 o 16 battute. Ed è probabile che poi eliminerai la traccia fantasma e continuerai solo con le tue idee e con quelle che funzioneranno di più per il tuo brano.

 10 – Programmazione delle drums.

Una volta che hai la struttura e l’arrangiamento base, è ora di aggiungere qualche elemento in più in modo da rendere il pezzo più originale e meno noioso.

Quello che viene utilizzato più spesso sono le variazioni delle parti di drums. Un kick extra da una parte, un fill di snare dall’altra, un paio di clap posizionati in modo furbo dall’altra. Quando ti accorgi che in alcune parti del brano c’è meno interesse e varietà allora aggiungi un altro clap o un layer di hat. L’utilizzo di più tipi di suoni di batteria ti può aiutare a rendere più interessante tutto il pezzo.

Anche Ableton ti viene in soccorso pubblicando 13 video davvero interessanti di 13 artisti che raccontano i loro “workflow hacks” in studio. Li trovi qui

Conclusione

Se hai seguito tutti i passi elencati sopra, sei sulla buona strada per la guarigione dalla “sindrome del loop“. Hai mai sofferto o soffri ancora di questa tremenda malattia? Scrivilo nei commenti!