La scena techno partenopea è sinonimo di talento e qualità. Tra i tanti artisti saliti alla ribalta negli ultimi anni è doveroso menzionare Giuseppe Cennamo. Col suo sound ruvido e funky si è fatto notare nel panorama internazionale grazie a release di spessore su Desolat, 8Bit e Minisketch. In questa intervista ci racconta qualcosa del suo lato artistico.

Dimmi qualcosa su di te in poche righe:

Sono uno di poche parole. La mia musica parla per me 😉

Chi, o cosa, ti ha spinto ad iniziare la carriera di produttore?

Era già nelle mie corde da quando avevo 16 anni. Allora scaricai un semplice programmino con un mio amico del liceo e ci cimentammo in qualche traccia. Poi a 24 anni capii che fare il produttore era il solo modo che mi permettesse di  suonare in giro per il mondo, dato che allora ero DJ resident di un party della mia città.

Quale percorso hai seguito per diventare un producer?
Autodidatta. Mi facevo seguire da qualche producer già affermato per capire come funzionasse la cosa, e feci anche una lezione di Ableton, ma un’infarinatura già l’avevo e così non c’era altro da fare a quel punto, che passare la maggior parte del tempo e della mia giornata in studio.

MyStudio: Hardware
Al momento mi sto buttando nel mondo dei modulari, che trovo molto affascinanti. Poi ho un iMac, qualche DSP esterno, quello che uso da sempre è la Powercore della TC Electronic. Le casse che ho da anni e delle quali sono follemente innamorato sono le 8030 della Genelec.

Come scheda audio ho da poco preso la RME BabyFace che trovo molto comoda, efficace ed ha un suono pulito.

Poi sono un amante del cutting, nel senso che alcune percussioni e beat amo ricavarli dalle banche loop che ho (collezionate in 10 anni di studio).

MyStudio: Software
Per lo più uso VST, quasi tutti i Native Instruments e trovo molto utile al momento per lo stile di musica che sto facendo Omnisphere.

Come descriveresti il tuo workflow nella creazione di una traccia?
Se la traccia è un original non conosco altro metodo se non: Kick, Bass, Hi Hat, Snare / Clap e poi percussioni.

Ma il 90% delle volte il basso viene cambiato in corso d’opera 😁

Per il remix invece cerco di partire unicamente dai suoni che ho scelto dell’original e poi costruirci intorno la traccia.

Tre artisti che più hanno influenzato il tuo sound:

Deep Dish, Ricardo Villalobos, Michael Jackson.

Un libro da leggere?
Paulo Coelho – L’alchimista (un libro che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita)

Ps. Libri di produzioni mai letti, al massimo manuali di istruzioni 😉)

Un sito web da visitare?
Guarda, credo che il sito più attendibile e serio e longevo sia Resident Advisor. Belle interviste, bei podcast, e tante review mensili su nuove uscite. Ma devo essere onesto ci sono tanti siti interessanti anche in Italia come Soundwall e Parkett che hanno altrettanti spunti interessanti.

Un’app da consigliare?
Shazam! Aiuta tutti a riconoscere e memorizzare una bella traccia che non si ha o non si conosce, o a prendere spunto da una vecchia canzone per qualcosa di nuovo. E poi è anche quella che mi da più soddisfazione nei club quando suono; nel senso che mi piace l’idea che stanno usando Shazam su una traccia che ho messo perché non la conoscono e gli piace tanto!

Come e dove scopri nuova musica per i tuoi set?
Ho ricominciato a comprare tanti vinili dalla scorsa estate, quindi ascolto tutto nelle nuove uscite e compro ciò che mi piace e che suonerei. Poi ascolto quasi tutti i promo che arrivano e quelli di alcune label sono sempre belli e quindi presenti nel mio set.

C’è un brano o artista, di un genere musicale completamente diverso dal tuo, che consigli di ascoltare?

Il consiglio più grande che puoi dare, a chi sta iniziando, dal punto di vista della produzione o della crescita artistica?
L’unica cosa che mi sento di dire è di trovare il prima possibile il proprio stile e sound, senza copiare o seguire troppo gli altri o quello che va di moda. Trovare il proprio stile è fondamentale, è il solo modo per cui gli altri potranno riconoscere la tua traccia solo ascoltandola.

Tre tracce che descrivono al meglio il tuo sound:
Imprints in my mind, uscita su Carillon nel 2011 in vinile.

El Gitano , uscita su Monique nel 2009 in vinile.

Dorit, uscita in vinile su PUNCHIS con remix di Audiofly.

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